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Municipio XIX, per cambiare serve coraggio

Martedì 07 Febbraio 2012 20:49 municipi – XIX
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via_Pereira_-_BalduinaRoma, 7 feb 2012 – Provate ad inserire i nomi dei quartieri di Roma su google, il principale motore di ricerca della rete internet. Avrete tipi di risultati molto diversi che, sicuramente per motivi disparati e a volte legati al caso, possono dare l’idea di luoghi o attività caratteristiche di quel quartiere. Se digitate Balduina, troverete però, tra i primi dieci risultati, solo link di concessionari d’auto e altri siti commerciali. Se poi passate alla pagina due del motore di ricerca il trend non cambia.

Questa è la fotografia, fredda, schematica e, per carità molto limitante, di un motore di ricerca. Ma non molto lontana dalla realtà. Com’è Balduina nella doxa popolare romana? Quartiere moderno, ricco, dei nuovi ricchi, trafficato, pieno di negozi, speculazione edilizia, prezzi alti. Teatri? Cinema? Biblioteche? Centri culturali? Nulla.

E’ da considerazioni simili che alcuni mesi fa l’associazione H2, composta anche da giovani residenti a Balduina, ha deciso di indire un concorso fotografico: Obiettivo Balduina. Tra i motivi dell’iniziativa, anche denunciare come nel quartiere ci siano cinque supermercati, moltissime filiali bancarie, farmacie, negozi di vario genere, ma nessun centro di aggregazione culturale. “emblematico di una società anche opulenta, la quale però come collettivo utilizza la ricchezza per costruire il futuro, ma la utilizza solo nella prospettiva del consumo”, racconta Julian Gareth Colabello, presidente dell’H2, nonché residente a Balduina e gran conoscitore della storia del quartiere. Incalza Julian: “La stessa struttura del quartiere non mente: è incredibile che in quartiere che vale un medio comune italiano non ci sia una biblioteca o un luogo di raccolta pubblico. Allora perché non immaginare qualcosa che disveli questa contraddizione? Abbiamo ritenuto che potesse essere interessante fare una iniziativa come il concorso fotografico, per dimostrare che non c’era un luogo dove esporre in quartiere”.

Servirebbe molto “coraggio” per cambiare il quartiere, riflette Julian. Una necessità di cambiare, di ripensare gli spazi urbani e gli stili di vita, facendo diventare una zona di Roma laboratorio politico, sociale ed urbanistico, un modello per il resto della città, forse del Paese. Potremmo sintetizzare così, il sogno e l’impegno di questo ricercatore universitario in campo giuridico, 31 anni, e una grande passione per la politica che lo ha portato a militare attivamente nelle file del PD.

Ed estendendo lo sguardo oltre a via delle Medaglie d’oro e dintorni abbiamo analizzato con Julian l’intero Municipio XIX.

Parlavi di un quartiere senza spazi culturali, cosa ha fatto negli ultimi anni il Municipio XIX per promuovere cultura?

“E’ molto difficile trovare una risposta. Ed è molto facile, e legittimo, criticare. A Balduina non essendoci un luogo deputato alla cultura, forse neanche si è pensato provare a organizzare attività culturali. Ma in generale, osservando i lavori del consiglio municipale si vede come questo spenda soldi per tornei di burraco o per inaugurare un campo di bocce vicino a Belsito, piuttosto che investire sulla cultura e soprattutto sulla cultura per i giovani. Tra l’altro, il campo di bocce è stato intitolato a Gabriele Sandri, un giovane al quale avrei intitolato qualcos’altro, qualcosa di più vicino al mondo giovanile.

Forse succede anche che, come spesso in Italia, la politica evita di affrontare le situazioni difficili. Non si vogliono fare cose difficili, mentre per cambiare il diciannovesimo municipio ci sono molte difficoltà da affrontare”.

E quali sarebbero le cose difficili da fare?

via_duccio_galimberti_-_balduina“Il XIX Municipio è molto eterogeneo, unisce quartieri residenziali, ed attigui al centro città, a zone di campagna, o di periferia degradata. C’è però un dato molto interessante: proprio in XIX, all’interno dell’ultimo piano regolatore si era immaginato una autonomia nel piano urbanistico, e si era immaginato di creare un polo di servizi all’interno del Santa Maria della Pietà, indicato come una di quelle centralità urbane che facevano diventare Roma una città policentrica. Però questo progetto non è stato portato avanti e il Municipio XIX, pur avendo 300mila residenti, una vera e propria città, non ha una sua vita autonoma.

Forse in futuro Balduina entrerà nel XVII Municipio, o nel I, quando ci sarà la riforma per Roma Capitale, con l’accorpamento dei Municipi. Ma resta comunque uno spazio immenso, Primavalle, Selva Candida, Torresina, Pineta Sacchetti. La prima cosa da fare è dare un senso di agglomerato urbano al Municipio, facendo sì che i cittadini frequentino di più il proprio territorio. Creare una città nella città.

Anche l’amministrazione di centro sinistra non è riuscita a mettere in atto questo progetto, motivo per cui ha perso le ultime elezioni. Quando immaginiamo una città policentrica, che non può esserlo se non sui servizi, quando si tratta di investire risorse pubbliche ci vuole più coraggio e spesso non ci si riesce”.  

Quindi in XIX la sinistra ha vissuto una crisi di risultati? Ha consegnato al centrodestra l’amministrazione del Municipio?

“Casomai dobbiamo chiederci perché il municipio si era spostato a sinistra visto che tradizionalmente il XIX conta molte zone di destra. Il periodo Rutelli – Veltroni ha effettivamente cambiato la città e ha spostato il punto di vista dei cittadini. Venuto a mancare quello spirito, sarà difficile recuperarlo, il ritorno a una soluzione di destra era prevedibile, sia a Balduina sia in tutto il Municipio XIX. Sono critico nei confronti di Lazzara, ex presidente del Municipio, che ha fatto alcuni errori fondamentali; ne ricordo alcuni: i sensi di marcia a via Torrevecchia, non piaciuto ai commercianti, per non parlare dei Pup : solo a Balduina ne erano stati progettati cinque, senza criterio, e i cittadini si sono ribellati. Benché poi Milioni, l’attuale presidente municipale, si stia dimostrando non essere un presidente di Municipio particolarmente brillante”.

Cosa intendi per Milioni presidente non particolarmente brillante? E’ un eufemismo per dire che…

“Ti faccio un po’ di esempi, anche minimi, ma significativi: nell’emergenza neve quando venerdì ha nevicato molto forte abbiamo chiesto che il sito del Municipio fosse messo a disposizione per dare informazioni in tempo reale ai cittadini. La risposta è stata che la dipendente che se ne occupava era tornata a casa e se ne riparlava lunedì. Significativo della mancanza di organizzazione di una struttura pubblica.

Oppure il drammatico esperimento del Consiglio Municipale dei Giovani. I ragazzi hanno avuto una esperienza tremenda. Milioni li ha tenuti senza finanziamenti per tre anni, ed è perfino riuscito ad insultare dei ragazzi; su questa storia incresciosa sono usciti anche degli articoli sul Corriere della Sera. In realtà ha bloccato questo strumento perché i ragazzi che lui aveva individuato come quelli sui quali puntare, e che dovevano gestire dei piccoli finanziamenti, hanno perso le elezioni indette per il Consiglio dei Giovani. Si è ritrovato così una assemblea di giovani a maggioranza di centrosinistra, e questo non lo ha tollerato.

Ma ha anche gestito male i Consigli Municipali aperti. Tra l’altro una sua idea, come anche quella del Consiglio dei Giovani. Ha portato le riunioni dei consigli municipali nei vari quartieri, per stare in mezzo alla gente. Solo che in molte occasioni si è trovato in mezzo alla contestazione dei cittadini che rimproveravano le promesse non mantenute. Faccio un esempio concreto: a Balduina Milioni ha organizzato un consiglio municipale nel quale si parlava della pista ciclabile che sarebbe dovuta andare dal Santa Maria della Pietà al Vaticano. Molti presenti hanno protestato che i lavori non erano mai iniziati, mentre Milioni spacciava il progetto come già a buon punto. Questa riunione accadeva un anno e mezzo fa. Ad oggi della pista non c’è traccia.

Diciamo che Milioni ha cantato molto e fatto poco”.         

Proviamo ad individuare delle soluzioni concrete ai problemi più profondi del Municipio diciannove?

scuderie_parco_pineto“Dare attuazione concreta dell’idea di policentrica città. Santa Maria della Pietà al centro del XIX. E’ veramente un problema profondo. Parte tutto da lì.

Rendere il Municipio più una comunità rafforzando i trasporti e rendendoli più efficienti. La linea FR3 è ben poco efficiente e non svolge il ruolo che in realtà ha: unire l’agglomerato urbano e sostituire la metropolitana, assente nelle zone del XIX . Almeno nella tratta urbana deve avere frequenze maggiori, deve passare almeno ogni quarto d’ora.

Infine il problema della sicurezza. La sicurezza all’interno del Municipio è soprattutto una questione di sviluppo armonioso dei quartieri. Il fatto di immaginare una attività all’interno del Municipio organica, con partecipazione della popolazione del territorio, è una cosa che non può essere considerata di secondo ordine. E stando attenti a come si utilizzano i fondi. Più importante fare cultura, invece che disperdere fondi su micro attività che spesso sono favori dell’amministrazione verso associazioni e cooperative che esprimono un rapporto fidelistico nei confronti dell’amministrazione municipale.

Nell’ottica della sicurezza non vorrei sottovalutare anche la cura dei parchi. In XIX abbiamo molte aree verdi importanti, come il Parco dell’Insugherata, o il Parco del Pineto. Quando un parco non viene curato, quando i cittadini non possono frequentarli, si crea un grosso problema di sicurezza. Il Parco del Pineto solo nel 2011 ha preso fuoco più di 20 volte; siccome il Comune non trova di meglio che sgombrare gli insediamenti abusivi di nomadi ed extracomunitari senza però offrirgli una nuova sistemazione, nel Parco del Pineto gli sgomberi sono stati numerosi e non di rado le persone cacciate, per ripicca, hanno dato fuoco al parco”.

Sembra tutto molto complicato, in XIX Municipio

“Come dicevo, serve coraggio. Il XIX Municipio riunisce al suo interno molte anime, molti paesaggi urbani. Può essere un interessante laboratorio culturale e politico. Ma ci vuole la forza di guardare al di là del quotidiano. Guardare verso i prossimi trent’anni, senza paura”.

Filippo Ferrari Bellisario
filippo.ferrari@lungotevere.org

sito web Municipio XIX

www.associazioneh2.it

http://www.lungotevere.org/index.php/municipi/xix/16540-municipio-xix-per-cambiare-serve-coraggio

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