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Il movimento

 

ADESIONE ALLA MANIFESTAZIONE DEL 16 GIUGNO

16/06/2012

Il comitato “Il nostro tempo è adesso” le reti, le associazioni, i movimenti, le singolarità che avevano organizzato e promosso il percorso di mobilitazione de “La meglio gioventù” scenderanno in piazza il prossimo sabato 16 Giugno.

Il pomeriggio e la sera di sabato 16 Giugno, a partire dalle 18.00, racconteremo dei nostri talenti, dei mestieri, della creatività e della vita delle giovani generazioni e del nostro paese ma denunceremo anche la sistematica marginalizzazione e lo sfruttamento proprio di quelle risorse che potrebbero salvare l’Italia e il futuro di tutte e tutti noi.

Restiamo qui, per riprenderci la nostra vita e il notro paese. L’invito ad andarsene va rivolto non a chi potrebbe salvare l’Italia, ma a chi la sfrutta, la deprime e la impoverisce.

Adesione 9 Aprile – H2

15/03/2011
H2 aderisce alla mobilitazione del 9 aprile 2011 “Il nostro tempo è adesso” perchè convinta che l’impegno per la costruzione del mondo che verrà sia sulle spalle per prime delle nuove generazioni. Urge una rivendicazione dei mezzi e le possibilità necessarie affinchè le nuove generazioni possano assolvere al loro compito.

Le sfide economiche e culturali del nuovo secolo richiedono un nuovo patto sociale tra generazioni. Esso deve nascere da una nuova pretesa, da un nuovo protagonismo che metta sullo stesso piano presente e futuro.

Il nostro tempo è adesso, perchè la richiesta deve divenire imperativo ora.

Non siamo sulle spalle dei giganti, ma fianco a fianco del nostro destino.

Ass. H2 – soluzioni per il mondo che verrà

Intervento alla manifestazione di Roma del 9 Aprile – Il nostro tempo è adesso

Intervento del presidente di H2, Julian Gareth Colabello, alla manifestazione del 9 aprile 2011 “Il nostro tempo è adesso”. L’intervento è stato fatto a nome dell’associazione VI Piano – Praticanti e giovani Avvocati, con cui H2 collabora dalla sua nascita.
Oggi siamo in piazza contro il lavoro precario.

VI piano è un’associazione di praticanti e giovani Avvocati.

In realtà il praticante non è un lavoratore precario. Il praticante non ha un contratto, una posizione lavorativa, non può essere né stabile né precario. Il praticante non esiste.

Per questo si è pensato che con l’aumento del mercato dei servizi, si potessero sostituire segretarie, assistenti, fattorini con i praticanti. Sostituire chi ha una posizione lavorativa e quindi diritto a un salario con chi questo diritto non ce l’ha.

Questo non è accaduto solo nelle professioni, ma anche nelle imprese e nella pubblica amministrazione tramite gli stage e i tirocini non retribuiti.

Un vero mercato del lavoro parallelo, fondato sul principio della non retribuzione della prestazione lavorativa.

VI Piano ha fatto un lungo percorso per arrivare a questa piazza. In questo percorso ha solidarizzato non solo con i praticanti e i giovani delle altre professioni, ma anche con gli stagisti, i tirocinanti, i dottorandi e tutti coloro che vedono la propria condizione lavorativa mascherata da formazione e il loro diritto ad una retribuzione negato.

Ci siamo uniti sulla base di un’idea, ovvero che non possa esistere una società giusta dove esistono persone che non vedono retribuito il proprio lavoro.

Perché una persona che non vede retribuito il proprio lavoro non solo diventa più povera, o lo è già, ma perde la sua dignità.

Un paese che non riconosce dignità al lavoro, è un paese senza dignità.

Lo dicevamo proprio ieri per rispondere a chi scriveva sul Corriere della Sera che “ il silenzio di questa generazione non significa rassegnazione”.
Ora io non so cosa avesse in mente l’ex Presidente di Confindustria scrivendo queste parole, ma so che il percorso che ci ha portato fino a qui, e questa piazza oggi, sono la dimostrazione che questa generazione no, non resta in silenzio, e non resterà in silenzio, ed è costretta piuttosto a scontrarsi quotidianamente con una classe dirigente economica, politica e sociale sorda e miope, avvolta nel suo e non nel nostro silenzio.

Una classe dirigente che dovrebbe smetterla di dire che per salvare la generazione dei figli è necessario chiedere un sacrificio alla generazione dei padri. Non abbiamo intenzione di chiedere il conto ai nostri genitori, che hanno lavorato e sudato per costruire le famiglie che ci hanno cresciuto, lo chiediamo alle banche, alla finanza, ai poteri forti dell’economia e a quella stessa classe dirigente che è colpevole dei vent’anni che hanno portato a questa piazza.

Le nostre sono parole che non dovrebbero aver motivo di essere pronunciate in una società democratica e solidale.

C’è una vecchia canzone che racconta la storia di persone che scendevano in piazza perché “nessuno più al mondo deve essere sfruttato”.
Il mondo in cui viviamo oggi è molto diverso da quello in cui fu scritta quella storia, ma credo che il motivo per cui siamo in piazza oggi sia lo stesso.

Vogliamo che tutti abbiamo diritto a veder retribuito il proprio lavoro, e non vogliamo che questo diritto sia gentile concessione dei poteri forti dell’economia o della Pubblica Amministrazione, ma che sia un diritto statuito per legge, che sia un diritto azionabile in qualsiasi stato, grado e condizione lavorativa.
.
Questa, come le altre battaglie che ci uniscono, dobbiamo combatterla in prima persona, con l’azione sociale, la politica e gli strumenti della nostra democrazia.

Dobbiamo avere l’ambizione di sostituire questa classe dirigente.
Perché non siamo sulle spalle dei giganti ma fianco a fianco del nostro destino.
Non possiamo che essere i migliori interpreti del cambiamento,
e il cambiamento deve essere ora. Adesso.

La vita non aspetta.

Roma, 9/4/2011

Julian Gareth Colabello

Stage alla Presidenza del Consiglio? Sfruttamento e vergogna!

inchiesta svolta dall’associazione h2 sullo sfruttamento di alcuni iscritti dell’associazione che avevano svolto uno stage semestrale presso gli uffici della Presidenza del Consiglio. L’inchiesta è stata ripresa dal Fatto Quotidiano, nell’articolo che potete trovare al link seguente

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/05/la-rivolta-degli-stagisti-di-palazzo-chigi-ci-usano-per-coprire-i-buchi-di-organico/109153/

Sono quasi duecento gli stagisti impiegati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Questi stage sono definiti tirocini formativi. Non sono retribuiti in alcun modo e non danno diritto al rimborso spese. Prevedono l’obbligo di presenza giornaliero e continuativo e non danno copertura previdenziale.
Le funzioni assegnate a questi ragazzi sono le medesime svolte dagli impiegati e dai funzionari. La Presidenza li usa per colmare i buchi del proprio organico.

Un impiego anormale per qualsiasi struttura, pubblica o privata che sia. Ma vergognoso diviene se quella stessa struttura sono gli uffici che governano il nostro Paese.

Di questi quasi duecento, una decina sono stati assegnati solo per le esigenze del Ministero della Gioventù. Caro Ministro Meloni, Lei che scriveva lettere di solidarietà ai ragazzi scesi in piazza il 9 Aprile, forse dovrebbe intervenire per tutelare questi ragazzi meno fortunati di lei. Purtroppo questi numeri ci fanno pensare che Lei sia degna rappresentante di questo Governo, che chiacchera ma non fa nulla, ed evidentemente non ha interesse a tutelare le nuove generazioni.

Ancora, una trentina sono assegnati al Dipartimento della Funzione Pubblica, ovvero al Ministro Brunetta. Essere forte con i deboli è una sua caratteristica, ma deve esserci un limite. Come si fa a predicare l’efficienza della Pubblica Amministrazione quando, di fatto, si impiegano decine di ragazzi senza retribuirli?

E così via, in tutti i Dipartimenti, che si occupano di economia, lavoro, informazione, famiglia, ecc.

Quella stessa famiglia che deve sostenere il peso dei propri figli senza un reddito ed un’autonomia economica, quella stessa istruzione che sembra non avere nessuna importanza per questi signori, e l’economia che giustifica questa vergogna, il lavoro a cui viene tolta ogni dignità e ancora quella stessa informazione che tace questo scempio e preferisce parlare dei pruriti sessuali del Presidente del Consiglio.

Ragazzi che devono lavorare ogni giorno, come e più di chi viene pagato per svolgere le stesse funzioni. Ragazzi che non avranno nessuna prospettiva concluso il loro stage, perché in queste strutture si può essere assunti solo per concorso. La loro unica speranza è ingraziarsi un dirigente per essere poi coinvolti in progetti successivi, come collaboratori o consulenti, sempre e comunque in modo precario e sottopagati.
E’ questo il modello che stiamo costruendo per il nostro paese? Qual’è il destino di questi ragazzi, delle nuove generazioni impiegate gratuitamente sotto il velo vergognoso di una formazione fasulla? Divenire forse interpreti minori di una classe dirigente che intende la meritocrazia come arbitrio, la formazione come sfruttamento?

H2 ha svolto quest’inchiesta, e continuerà a lavorare perché riteniamo che non ci sia futuro in una società del genere. E’ necessario cambiare affinché si possa immaginare ancora il mondo che verrà. Che il governo agisca o si dimetta. E non provi ad additare, come sempre fa, chi è venuto prima di lui. Le responsabilità sono diffuse certo, e quello che accade oggi è la conseguenza di scelte fatte negli anni da molti, che ancora oggi parlano di lavoro mascherando il proprio fallimento. Ma nello stesso momento in cui scriviamo, questi duecento ragazzi continuano a lavorare in quegli uffici gratuitamente, spesso denigrati e assegnati a funzioni ripetitive, senza formarsi, senza futuro, senza nessuno che li tuteli o gli dia gli strumenti per tutelarsi da sé.
Basta. Che si intervenga subito, e dall’apice si scenda a tutti i livelli della pubblica amministrazione, e alle amministrazioni locali. Perché lo Stato deve dare il buon esempio. Come poter chiedere ad un imprenditore uno sforzo di sensibilità e coscienza quando è la stessa cosa pubblica ad usare per prima questi metodi di reclutamento vergognosi e offensivi per la dignità delle nuove generazioni?

Non è possibile. Non è possibile accettare che una prestazione lavorativa non venga retribuita, qualsiasi sia il livello di formazione. La formazione dovrebbe essere competenza esclusiva delle università e degli istituti medi e superiori, e non un pretesto per gli enti pubblici ed economici per far quadrare il bilancio.

Oggi scriviamo per dare una voce a chi non ne ha. Che si cominci ad ascoltarla.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/05/la-rivolta-degli-stagisti-di-palazzo-chigi-ci-usano-per-coprire-i-buchi-di-organico/109153/

L’H2 a Roma Nord si mobilita per il 15 ottobre

Anche da Roma Nord parte la mobilitazione per il 15 ottobre. In vista della manifestazione contro la crisi globale l’associazione H2 lancia il suo appello

11/10/2011

Associazione H2

Anche da Roma Nord parte la mobilitazione per il 15 ottobre. In vista della manifestazione contro la crisi globale l’associazione H2 lancia il suo appello. “Crediamo sia importante partecipare per lanciare un segnale di speranza, in un periodo in cui tutte le certezze sembrano crollare”, dichiara il presidente dell’associazione Julian Colabello. “Come associazione che si da l’obbiettivo di immaginare il mondo che verrà non possiamo evitare di confrontarci con i temi della crisi, lanciando un messaggio chiaro: la grande distribuzione, i poteri forti dell’economia e i governi troppo inclini alla regola del più forte hanno creato una società insostenibile, a livello ambientale, sociale e culturale. E’il momento di invertire la rotta. In questo crediamo che giochino un ruolo fondamentale non solo le grandi reti nazionali, ma anche quelle territoriali e generazionali come la nostra. D’altronde, come abbiamo già denunciato, gli effetti di un certo modo di intendere la società si vedono anche in quartiere come Balduina, dove a fronte di ben 4 supermercati non c’è né una biblioteca, né un luogo pubblico dove poter ritrovarsi ed esprimersi. Per questo ci saremo, e invitiamo tutti gli abitanti del quartiere e di Roma nord ad esserci”. L’associazione da appuntamento a tutti per raggiungere insieme la manifestazione alla stazione Cipro – Metro A alle ore 14, nel piazzale di fronte ai tornelli, sabato 15 ottobre. Per i ‘ritardatari’ invece l’appuntamento è direttamente a Piazza della Repubblica alle ore 15, nello spezzone del Comitato 9 aprile – il nostro tempo è adesso, di cui l’associazione fa parte.

Leggi tutto:http://montemario.romatoday.it/balduina/roma-nord-associazione-h2-manifestazione-15-ottobre-2011.html
 
 
 

Manifestazione contro i brevetti su pane, farina, verdure, piante e animali

 
Comunicato Stampa ManifestazioneTraduzione e sintesi a cura di Associazione H2 tratta da: http://www.no-patents-on-seeds.org/en/information/news/protest-against-patent-broccoli-european-patent-officeSi ringrazia Christoph Then per la collaborazione.26.10.2011Trecento persone, tra attivisti, agricoltori e rappresentanti delle organizzazioni per lo sviluppo hanno manifestato davanti all’Ufficio Europeo per i Brevetti a Monaco di Baviera. Con ortaggi volanti di 6 metri (vedi foto), una stalla piena di prodotti e macchinari agricoli, il tema della protesta era la privatizzazione dei prodotti necessari per il sostentamento di tutti noi.

Dopo che l’Ufficio Europeo per i Brevetti ha annunciato che il brevetto sui broccoli (EP 1069819) non sarebbe stato rigettato, molte organizzazioni hanno sentito il bisogno di agire politicamente. La manifestazione ha visto la presenza di organizzazioni come Friends of the Earth, the German Family Farmers Organisation, the international coalition of “No Patents On Seeds” e altri.

Le richieste dei manifestanti sono rivolte ai politici e ai governi nazionali, a cui si chiede un’azione immediate contro i brevetti su verdure, frutta e animali. Infatti, anche qualora i brevetti in questione fossero definitivamente riconosciuti dall’ufficio europeo dei brevetti, potrebbero essere impugnati di fronte alle corti nazionali. I dimostranti chiedono che “ … i governi europei, e i ministeri dell’agricoltura dei vari paesi dell’unione si preparino per un’azione legale contro questo tipo di brevetti. I brevetti su piante o animali devono essere vietati in Europa. Se l’attuale legge europea sui brevetti non è in grado di arrestare questi fenomeni deve essere cambiata.”. A parlare è Christoph Then, esperto di Green Peace e portavoce della rete “No Patents On Seeds.”.

Gli organizzatori della protesta mettono in guardia anche sulle conseguenze negative nei confronti delle nazioni meno sviluppate che già sono vittime della speculazione sulle risorse agricole e del vertiginoso aumento dei prezzi. “ Con questa decisione l’ufficio per i brevetti europeo sta giocando una partita da irresponsabili. Agricoltori e allevatori non possono garantire l’approvvigionamento mondiale necessario se non hanno libero accesso ai semi. L’aumento dei prezzi dei generi alimentari non può più essere alimentato dai monopoli dei brevetti”. A parlare Francois Meienberg, a nome della Dichiarazione di Berna.

Ma non è tutto. Una recente ricerca svolta da Ruth Tippe per conto dell’iniziativa “No Patents on Life!” ha rilevato che nuovi brevetti sul pane, la farina e gli spaghetti (EP1331845) e sul cetriolo (EP1433378) stanno per essere registrati. Già il 2 novembre l’ufficio europeo dei brevetti registrerà il brevetto per conto della Bayer sui cetrioli ottenuti con la coltivazione convenzionale.

Se continueremo così, avvertono gli organizzatori, arriveranno a brevettare l’aria, la luce e l’amore.

L’8 novembre è atteso un nuovo comunicato stampa sul brevetto dei pomodori.

sintesi tratta da: http://www.no-patents-on-seeds.org/en/information/news/protest-against-patent-broccoli-european-patent-office

FOTO della manifestazione: http://www.no-patents-on-seeds.org/de/archiv/fotos/klagen-sie-gegen-brokkoli-patent-frau-aigner

[http://www.radiovortice.it/?p=1880]

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